Come e perché il cane è diventato il miglior amico dell’uomo.

In questo articolo scoprirai la storia del miglior amico dell’uomo e della nascita di un’amicizia millenaria. Ti spiegherò come si sono evolute le razze canine moderne e imparerai alcune tra le più antiche tecniche di selezione genetica.

Al termine della guida sarai in grado di comprendere concetti di genetica piuttosto complessi. Conoscerai la differenza tra genotipo e fenotipo, la definizione di frequenze genotipiche e le basi dell’ereditarietà.

Attenzione! Prima di cominciare, voglio avvertirti.

Se sei un terrapiattista, o credi che l’evoluzione non sia un fatto dimostrato, questo post NON FA PER TE.

Non leggerlo, sprecheresti il tuo tempo ed il mio.

Se non sei niente di tutto ciò, continua pure.

Pronto? Partiamo in quarta!

Il miglior amico dell’uomo: basi di genetica del cane.

Da sempre si è pensato che il miglior amico dell’uomo avesse come antenati i lupi.

Questo pensiero venne ulteriormente concretizzato da diversi studi genetici e dal ritrovamento di alcuni reperti archeologici.

Questi, infatti, confermano inequivocabilmente che il cane é stato uno dei primi animali addomesticato dall’uomo.

Ti sei mai chiesto come il lupo, antenato del nostro cane, abbia influenzato il modo di vivere dei primi uomini?

E come gli stessi, a loro volta, abbiano influenzato l’evoluzione del loro futuro migliore amico?

Per rispondere a queste domande, devo insegnarti qualcosa di zoologia e di genetica.

Non preoccuparti sarò rapido ed indolore.

Secondo gli studi dello zoologo ed etologo austriaco Konrad Lorenz sembrerebbe che il cane possa discendere dal lupo o dallo sciacallo.

Questi antichi animali, poi, avrebbero dato origine a più razze ancestrali diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali.

Bene, scommetto che ora stai cercando su google cos’è un etologo.

Te lo spiego io, sono qui apposta.

L’etologia è una disciplina scientifica che studia l’espressione del comportamento in tutti gli animali, uomo compreso.

La tesi di Lorenz viene avvalorata dal fatto che il cane domestico può produrre ibridi fertili (si può accoppiare) solamente con il lupo (Canis lupus), il coyote (Canis latrans) e lo sciacallo dorato (Canis aureus).

Il perché te lo dico subito.

Tutte queste specie sono caratterizzate dalla presenza dello stesso numero di cromosomi: 48. 

Geneticamente parlando, si dice che tutte queste specie possiedono il medesimo cariotipo. 

Nello specifico, con cariotipo, intendo l’insieme delle caratteristiche di forma, dimensione e numero dei cromosomi di un dato organismo.

migliore amico dell'uomo

L’analisi delle frequenze genotipiche di queste specie indussero i ricercatori ad ipotizzare che la separazione, del cane dal lupo, fosse avvenuta circa 135.000 anni fa.

Ok, ok, piano. Troppi paroloni, non ti seguo più!

Hai ragione, ma dammi fiducia. 

Tra poco, ti sarà tutto più chiaro.

Partiamo dal principio. 

Cosa sono queste cose (frequenze) genotipiche?

La genetica è la scienza che studia le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari negli esseri viventi.

Quindi anche nel cane (il miglior amico dell’uomo) sono stati effettuati studi genetici.

Questi caratteri sono comunemente chiamati geni e possono, singolarmente o cooperando tra loro, contribuire allo sviluppo e al mantenimento dell’organismo che li possiede.

L’insieme di tutti questi geni viene detto genotipo.

La probabilità che un organismo possieda un determinato genotipo è chiamata frequenza genotipica.

La presenza, o meno, di determinati geni in un organismo è normalmente soggetta al caso e al patrimonio genetico dei genitori. 

Per questo si parla di frequenze.

Un altro termine da introdurre, poi, è il fenotipo. 

Con fenotipo intendiamo tutte le peculiarità di un organismo che si possono osservare dall’esterno, dovute all’interazione del genotipo con l’ambiente. 

Ad esempio, nel caso del cane, il colore del pelo, degli occhi e altre caratteristiche morfologiche.

Attraverso i moderni studi di genetica si può mettere in relazione la frequenza genotipica di un organismo, ad esempio il lupo, con quella di un altro, ad esempio il cane, che si presume sia evolutivamente legato ad esso.

Così facendo possiamo ricavare la distanza evolutiva che separa i due organismi.

In pratica, capire quante migliaia di anni ci ha messo il lupo a diventare cane.

Come già accennato, questa datazione sembrerebbe identificare il momento esatto a circa 135.000 anni fa, tuttavia, alcuni recenti dati archeologici sono in netto contrasto.

L’analisi dei campioni prelevati da alcune sepolture ci fa pensare che le prime prove di domesticazione del cane risalirebbero a circa 14.000 anni fa.

Il miglior amico dell’uomo veniva tumulato accuratamente e adornato con il suo custode (o padrone se vogliamo usare un termine antico), come a testimoniare l’importanza fondamentale del rapporto affettivo che legava uomo e cane.

Come possiamo spiegare questi due dati contrastanti?

Le analisi genetiche potrebbero non essere sufficienti a provare la diretta discendenza del cane dal lupo.

Secondo una nuova ipotesi, infatti, il cane discenderebbe da una specie affine al lupo, ma differenziatasi da esso prima della domesticazione.

In parole povere, il cane potrebbe non discendere direttamente dal lupo, bensì condividere un’origine comune con esso. 

Un pò come l’uomo con le scimmie.

Questo anello mancante nell’evoluzione del cane è stato chiamato col nome di Canis lupus variabilis.

E doveva essere dotato di quelle caratteristiche comportamentali, in gergo tecnico etologiche, che riconosciamo ancor oggi nel miglior amico dell’uomo.

migliore amico dell'uomo

Come avvenne il primo contatto tra uomo e cane: la nascita del miglior amico dell’uomo.

Una delle ipotesi più accreditate è quella di Ray e Lorna Coppinger.

Questi 2 biologi hanno proposto per primi la teoria dell’addomesticamento naturale del lupo.

Con essa s’intende una selezione naturale di soggetti meno timorosi nei confronti dell’uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti.  

Il primo cane da pastore della storia, quindi, cominciò a comportarsi in modo involontario da “guardia” negli accampamenti dei primi uomini.

migliore amico dell'uomo

I lupacchiotti, in seguito, si stabilirono nei pressi dei primi insediamenti umani, dati i reciproci vantaggi, dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori.

Questi esemplari, meglio nutriti, vissero più a lungo e generarono più cuccioli. Di generazione in generazione, quindi, il coraggio divenne un tratto evolutivo di successo nel miglior amico dell’uomo. 

Successivamente, i primi cani sarebbero stati avvicinati ed adottati dalle comunità umane, tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli animaletti nocivi (come i topi).

In questo modo si posero le basi per una coevoluzione millenaria.

Questa forma di aiuto risultò cruciale anche per la sopravvivenza dei nostri antenati, portando al rafforzamento del legame con i cani stessi.

Chissà, magari proprio in questo frangente nacque il famoso detto:

‘‘Chi trova un amico trova un tesoro’’.

Come mai adori tanto il tuo cane.

Perché è così puccioso

Sì, molto probabilmente è per questo, ma, se ti interessa, posso darti una spiegazione più scientifica. 😁

Un recente studio rivela che la componente biochimica coinvolta nella formazione del rapporto con i cani è, ed è stato, un ormone chiamato ossitocina.

L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo la cui azione principale è quella di stimolare la muscolatura liscia dell’utero, ricoprendo un ruolo di estrema importanza nel parto.

Secondo Takefumi Kikusui, etologo giapponese, i cani sarebbero riusciti a sfruttare il meccanismo tipico del legame tra madri/padri e figli. 

Fissandosi reciprocamente negli occhi, in entrambi gli organismi, si stimola la produzione di ossitocina che rafforza la reciproca fiducia ed empatia.

Aiutando a capirsi anche senza parlare.

È proprio a causa di questo fenomeno che il miglior amico dell’uomo sembra capirci così bene.

Fico, no?

Lo stesso effetto si è visto in laboratorio anche nei topi femmine, in cui la somministrazione di ossitocina crea un comportamento materno in femmine non gravide. 

Gli inibitori di questo ormone, invece, portano le femmine con prole a dimenticarsi dei propri piccoli, se questi si allontanano.

Nei topi maschi, bassi livelli di ossitocina provocano indifferenza al distacco e assenza di attaccamento sociale.

Questa capacità avrebbe quindi aiutato i cani a legare con gli esseri umani.

E sarebbe uno dei motivi che ci spinge a definirli, ancora oggi, parte integrante della famiglia.

“A volte è difficile capire chi comanda in famiglia: se il marito, la moglie, la suocera o la donna di servizio. Ma il cane, lui, non si sbaglia mai.” – Marcel Pagnol

Hey, vuoi sapere com’è finisce la storia dell’amicizia più antica del mondo? 

Questo post è più lungo di 2000 parole e la sua stesura ha richiesto parecchi giorni di lavoro. 

Se le informazioni che hai appreso finora ti sono state utili, dona un like o condividi questo articolo con i tuoi amici, cliccando su uno dei pulsanti qui sotto.

Per te sarà un operazione semplicissima, mentre per me sarà fonte di grande soddisfazione.

Come è avvenuta l’evoluzione del miglior amico dell’uomo.

La prima differenziazione tra le diverse razze è da attribuirsi alle diverse sottospecie di lupo che vennero addomesticate, quasi contemporaneamente, in diverse parti del mondo.

La naturale selezione, poi, basata sulle attitudini caratteriali all’addomesticamento, ha provocato la comparsa di mutamenti fisici naturali.

Alcuni esempi sono la riduzione del volume cranico, l’accorciamento dei denti, orecchie flosce, ma anche la comparsa di chiazze bianche sul mantello e le code arrotolate.

Il primo ad aver notato queste differenze, tra cani domestici e lupi, fu Charles Darwin. 

Nel 1868 pubblicò un libro nel quale evidenziava queste differenze non solo nei cani, ma anche nei maiali, nelle capre, nelle pecore e nei conigli. Insomma, in tutte le altre specie addomesticate dall’uomo. 

migliore amico dell'uomo

A tutti questi tratti, fu attribuito il nome di sindrome da domesticazione. 

Purtroppo, Darwin non riuscì mai a capire il motivo di questo fenomeno.

Tutto quello che aveva imparato, studiando il mondo animale, non poteva spiegare la connessione tra comportamento e caratteri fisici.

Negli ultimi anni, invece, un gruppo di scienziati ha proposto un’ipotesi affascinante.

Sei pronto a scoprire come si è evoluto il miglior amico dell’uomo?

Te lo spiego subito. 

Il fenomeno sembra dovuto ad un particolare gruppo di cellule: le cellule della cresta neurale, che si sviluppano durante la quarta settimana di vita dell’embrione.

In tutti i vertebrati, uomo e pet compresi.

Durante la crescita dell’embrione, queste cellule migrano in diverse zone del corpo per assumere un sacco di compiti differenti.

Alcune di queste, finiscono proprio sopra i reni per formare le ghiandole surrenali: responsabili della produzione di adrenalina. 

Il famoso ormone responsabile della risposta fuggi o combatti.

Gli animali selvatici sono sempre pronti al combattimento, o alla fuga, per sopravvivere, e questo li rende inavvicinabili da parte dell’uomo.

Immagina se qualcuno di questi animali fosse nato, per effetto del caso, con poche o meno funzionali (solo per quanto riguarda la produzione di adrenalina) cellule della cresta neurale. 

Le ghiandole surrenali di questi organismi produrrebbero meno adrenalina e gli animali sarebbero meno spaventati dagli umani. 

Il nuovo carattere, poi, verrebbe trasmesso anche alla prole.

Sarebbe proprio questo fenomeno il responsabile della comparsa dei primi lupi più docili e meno impauriti. 

Questo spiegherebbe anche tutte le modificazioni fisiche perché le cellule della cresta neurale non servono solamente per produrre adrenalina.

Alcune di queste, finiscono per formare parte del muso dell’animale, provocando la riduzione del volume del cranio e l’accorciamento dei denti. 

Altre, finiscono per diventare cellule che controllano il colore del pelo, introducendo la comparsa di chiazze bianche sul mantello. 

Altre ancora migrano nella zona delle orecchie e sono responsabili della formazione della cartilagine, provocando la comparsa delle orecchie flosce nei nostri pet.

La storia del miglior amico dell’uomo: le prime tecniche di selezione genetica delle razze.

I primi cani domestici potevano assolvere molteplici compiti:

  • facevano la guardia al villaggio,
  • aiutavamo gli uomini nella caccia, 
  • potevano trasportare piccoli carichi,
  • potevano condurre le prime mandrie della nascente pastorizia.

Successivamente, i soggetti più dotati per i diversi impieghi, cominciarono ad essere selezionati dall’uomo. 

Inizialmente in modo istintivo, privilegiando i preferiti (i migliori solitamente) con un’alimentazione preferenziale e più abbondante.

Le prime variazioni morfologiche, che hanno permesso al lupo di “trasformarsi” in razze di cani da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia e da corsa, si sono presentate nel corso dei secoli in forma involontaria.

Vere e proprie mutazioni spontanee, come quella delle cellule della cresta neurale, che l’uomo ha saputo sfruttare e valorizzare.

Ad esempio, talvolta si sono sfruttate alcuni patologie genetiche, come il nanismo acondroplasico (arti corti su corpi normali), utili in cani specializzati nel seguire la selvaggina tra i cespugli, o dentro le tane.

Questi caratteri hanno consentito la selezione di quelle che sarebbero diventate le forme “bassette” in molte razze di cani da caccia.

Il bassotto lo conosciamo tutti!

Ecco nascere, quindi, quello che diventerà poi il moderno miglioramento genetico, inteso come processo di modifica del patrimonio genetico, al fine di potenziare le caratteristiche utili all’uomo nelle specie di cane allevate.

Il processo è avvenuto, come detto prima, in modo inconsapevole attraverso la scelta dei caratteri (che ora sappiamo definire come fenotipo) considerati migliori.

Per essere più chiaro ti faccio un esempio.

Immagina un nostro antenato in procinto di partire per la caccia.

In modo logico ed inconsapevole esso sceglierà di portare con sé quei cani che hanno la migliore attitudine a cacciare.

Semplicemente, perché gli esemplari con caratteristiche migliori gli sono più utili per arrivare ad un determinato scopo.

migliore amico dell'uomo

Procurare il cibo per sé e per i propri cari.

L’antenato in questione, preferendo il cane con queste caratteristiche, fornirà una migliore alimentazione e diverse attenzioni all’animale, favorendo così la sua sopravvivenza e conseguentemente anche le sue possibilità di accoppiarsi con una femmina fertile e strasferire il suo genotipo alla prole.

Se vuoi capire come scegliere il miglior mangime per il tuo cane, ti consiglio di leggere la guida di giulia. Come leggere l’etichetta di un mangime: la grande guida alla scelta del petfood. 

Il tutto anche a discapito di altri cani, con altre caratteristiche meno utili.

Potrebbe sembrarti crudele, lo ammetto. 

Ti ricordo, tuttavia, che l’aspettativa di vita di uomo preistorico poteva variare tra i 35 e i 50 anni di età.

Il detto: “si stava meglio quando si stava peggio”, non sempre corrisponde alla realtà.

È evidente che ogni aiuto disponibile era ben accetto per migliorare la propria condizione di vita o, semplicemente, per riuscire a procurarsi un pasto decente.

Sono sicuro che se rischiassi di non mangiare per molti giorni, ti comporteresti esattamente come il nostro antenato. 

Sceglieresti accuratamente il compagno per la caccia e gli forniresti tutte le cure possibili.

Oltre a ciò, il nostro antenato cercherà di far accoppiare cani con quel fenotipo selezionato per ottenere una prole che presenti ancora quelle caratteristiche tanto utili.

In tal modo, facendo accoppiare sempre i cani con le caratteristiche migliori, si ottiene il così detto “miglioramento” genetico.

I primi ad effettuare questo processo selettivo, in modo consapevole, furono gli antichi romani già intorno al III-IV secolo a.C.

Attualmente, grazie alle moderne conoscenze e alle tecniche biotecnologiche, tale processo risulta essere una combinazione delle osservazioni fenotipiche con le conoscenze genotipiche, derivate dagli studi genetici.

Il miglior amico dell’uomo: una guida alle razze canine moderne.

migliore amico dell'uomo

Per orientarti nella miriade di razze canine moderne devi sapere alcune cose.

La ricostruzione dell’evoluzione delle varie razze viene fatta basandosi sul fenomeno della conservazione, nei cani adulti, di alcuni tratti morfologici e caratteriali tipici delle diverse fasi dello sviluppo del lupo.

Il termine usato in biologia dello sviluppo per riassumere quello che ti ho appena spiegato è quasi uno sciogli lingua: pedomorfismo neotenico.

Secondo questo modello si possono ordinare le razze in 4 gruppi.

  • Cani primitivi: presentano orecchie erette, proporzioni della testa e in generale della struttura corporea simili al lupo, come il cane groenlandese, il pharaon hound, il basenji, il vastgotaspets e l’husky.
  • Pedomorfi di primo grado: presentano orecchie semi erette, teste allungate, stop accentuato e uno spiccato istinto all’inseguimento.  Le razze più conosciute sono il wolfhound, il bloodhound, il bracco, il collie, il terrier e il bassotto.
  • Pedomorfi di secondo grado: presentano, orecchie pendenti, teste più larghe, musi più quadrati, stop marcato e pelle più spessa. Hanno la tendenza a giocare con gli oggetti e ad essere buoni riportatori, come il terranova, il golden retriever, il labrador retriever e il Cavalier King Charles Spaniel.
  • Pedomorfi di terzo grado: presentano orecchie piccole e cadenti, musi corti o cortissimi, occhi frontali e cute abbondante che forma spesso delle rughe. Sono molto predisposti all’accumulo di grasso, presentano un’indole da lottatori e sono molto territoriali. Esempio di queste razzie sono i mastini, i cani da montagna, i bulldog, il carlino ed il pechinese.

Bene, siamo giunti alla fine di questa guida nel fantastico mondo dei nostri migliori amici.

Il miglior amico dell’uomo è un compagno di vita fedele.

Non adottare un cane a cuor leggero.

Rifletti bene per qualche giorno e sappi che dovrai prendertene cura per molto tempo.

Spero di averti affascinato parlandoti della storia di questa spettacolare amicizia millenaria.

Un abbraccio,

Roberto 

P.S: Su richiesta, formuliamo diete personalizzate (casalinga cruda, casalinga cotta o diete miste) per cani e gatti che presentino anche uno o più Super Food al proprio interno.

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Info Roberto Raimondo

Biotecnologo esperto di nutrizione del cane e del gatto. Insieme ad altri professionisti ho fondato Kibble. Aiuto le persone a scegliere la migliore nutrizione possibile per il proprio animale domestico e le aziende a formulare petfood bilanciati per ogni fase della vita del cane e del gatto.

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