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Cosa sai veramente degli insetti nel petfood?

Ciao, sono Mirko il Founder di Kibble. In questa guida ti parlerò, con l’aiuto di Roberto e Giulia, dell’uso degli insetti in campo alimentare. Capiremo perché gli insetti nel petfood siano la scelta migliore per il tuo pet e per l'ambiente.

La guida definitiva all'uso degli insetti nel petfood.

Roberto è un biotecnologo e da più di 3 anni ormai è un esperto di nutrizione con gli insetti e del loro allevamento! 

Giulia è una veterinaria e da più di 2 anni si occupa di nutrizione dei pet (adora i cani).

Sono dei veri cervelloni! 😁 E i veri autori di questa guida. 

Le informazioni che stai per leggere valgono migliaia di euro di spese mediche risparmiate per il tuo pet. 

Fanne buon uso.

Bando alle ciance, lascio la parola agli esperti! 

Comincia Roberto.

Insetti nel petfood: cos’hanno in comune la parola insetti e la parola alimentare?

Un binomio piuttosto inusuale per il nostro paese, non trovi? 

Tranquillo, sono qui per colmare i tuoi dubbi e le tue perplessità.

Una base, per l’applicazione degli insetti in campo alimentare, è già presente in Europa.

Devi sapere che dal primo gennaio 2018 è diventato operativo un pacchetto di norme approvato nel novembre 2015 dall'Unione Europea.

Ti sto parlando del regolamento sui novel food!

I novel food sono alimenti nuovi o insoliti come cibi a base di alghe,  vegetali che si sono riprodotti in modo non tradizionale, cibi con strutture molecolari modificate o, perché no, gli insetti.

Da quest'anno, quindi, insetti commestibili o prodotti che li hanno tra gli ingredienti potranno essere commerciati liberamente in tutti gli Stati europei.

Anche in Italia grilli, camole, formiche e cavallette non saranno più un tabù per l’alimentazione umana e per i nostri pet.

L'ultima parola, tuttavia, spetta ai singoli stati membri dell'Unione.

L’UE non aveva niente di meglio da fare? Perché mai si sono messi a fare un regolamento sugli insetti negli alimenti?

La risposta è che la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nation) ha lanciato, già da alcuni anni, il programma Edible insects, per promuovere la diffusione dell’entomofagia.

L'entomofagia è la pratica di mangiare insetti, già seguita dall'80% delle popolazioni del pianeta (circa 2 miliardi di persone).

Insetti nel Petfood

Se, come stima la FAO, la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone entro il 2050, gli insetti potrebbero diventare un’importante fonte di cibo.

Essenziale, per certi versi. 

Prova a pensare anche a quanti pet ci saranno in giro. In Italia ci sono circa 14 milioni di pet, considerando solo cani e gatti. 

Gli insetti nel petfood potrebbero salvare il pianeta!

Gli insetti possiedono un’elevatissima ricchezza nutrizionale

Contengono proteine di alta qualità, acidi grassi essenziali e minerali in abbondanza.

Di questo te ne parlerà tra poco Giulia tra poco. 

È lei la specialista!

L’allevamento di insetti, poi, presenta un impatto ambientale di molto inferiore all’allevamento di polli e bovini. 

Ad oggi, il 30% della terra coltivabile del pianeta è destinata alla produzione di mangimi animali.

Gli insetti possono nutrirsi di rifiuti organici (come resti di cibo, compost e liquami) e trasformarli in proteine di alta qualità, a loro volta utilizzabili per l’alimentazione animale.

Alcuni di loro, come i vermi della farina, sono molto più resistenti dei bovini alla mancanza d’acqua, sono macchine di trasformazione più efficienti e presentano un’elevata efficienza di conversione nutrizionale.

Il tasso di conversione è la quantità di mangime che risulta essere necessaria a produrre un incremento di peso, di circa un kg, in un animale.

Naturalmente, più il valore è basso meglio è.

Nel grafico qui sotto sono riportati i tassi di conversione nutrizionale di alcuni animali.

Insetti nel petfood

Insetti nel petfood: macchine di trasformazione molto efficienti.

Sono animali a sangue freddo, pertanto non sono costretti, come i mammiferi, a destinare parte dell’energia che mangiano alla produzione di calore.

Ecco spiegato perché un bovino ha bisogno di 8 kg di cibo per aumentare di 1 kg il proprio peso, mentre gli insetto, in media, possono convertire 2 kg di cibo in 1 kg di massa.

Gli insetti presentano un ciclo vitale notevolmente ridotto, rispetto ai comuni animali da macello. 

Inoltre, per ogni generazione, vengono deposte migliaia di uova!

In gergo ecologico, stiamo parlando di specie R-strateghe

Il concetto di R-strategia deriva da un modello teorico che descrive come la popolazione di una determinata specie possa affermarsi e crescere in un dato ecosistema.

Un’altra nozione, che si accosta a tutto ciò, è la Resilienza.

No, non ti sto parlando del famoso tatuaggio di Gianluca Vacchi.

Il significato di resilienza sta nella capacità di un organismo di adattarsi e sopravvivere

Gli insetti sono specie R-strateghe perché possiedono una bassissima resilienza.

In parole povere, significa che in assenza di condizioni ottimali (presenza di cibo, temperatura, umidità ecc.) la popolazione non cresce, ma in presenza delle stesse prospera e cresce molto, molto rapidamente.

Tutto chiaro, no?

Rispetto a mammiferi e uccelli, gli insetti sono anche meno soggetti alla trasmissione di patologie all’uomo: le cosiddette zoonosi. 

Le bestioline, quindi, allevate in modo corretto, non contengono residui di antibiotici, ormoni o altre sostanze dannose.

Insetti nel petfood

Notevoli vantaggi, per degli esserini così piccoli, sia a livello ecologico, che sul piano economico, non trovi?

Bene, cominci a capire perché gli insetti nel petffod potrebbero essere la scelta migliore per l'ambiente?

Le proprietà degli insetti non sono ancora finite, proseguiamo con la lista!

Se la popolazione raggiungerà le stime previste per il 2050, il fabbisogno di cibo aumenterà di circa il 70%, rispetto a quello attuale.

Una soluzione potrebbe essere aumentare la produzione di cibo industriale.

Esiste, però, un piccolo problema. 

Gli allevamenti industriali di bestiame sono responsabili dell'emissione di circa il 18% di tutte le emissioni di gas serra prodotte dall'uomo in un solo anno.

Con gas serra si intendono principalmente metano, anidride carbonica e diossido di azoto.

Questi dati considerano tutto il carburante utilizzato per il trasporto del bestiame, l'energia elettrica prodotta per allevare il bestiame e quella utilizzata per la produzione dei mangimi.

Eccoti un infografica che mostra la quantità di gas serra emessi in atmosfera per la produzione industriale di un 1Kg di diverse tipologie di carne.

Insetti nel petfood

Anche il cambiamento di uso dei territori, prima ricchi di piante e vegetazione e poi disboscati per ottenere spazio aperto utile per l'allevamento, è stato conteggiato.

Il motivo è di facile intuizione. 

Le piante e gli alberi, come saprai, riescono ad assorbire l'anidride carbonica e a trasformarla in nutrimento grazie alla luce del sole.

Il processo attraverso cui questa "magia" avviene è la fotosintesi clorofilliana.

Riducendo la quantità di piante, quindi, si riduce la capacità dell'ecosistema di riciclare i gas emessi dall'uomo e dagli animali.

Queste affermazioni sono state fatte dalla FAO nel 2006.

Qui sotto puoi trovare una simpatica infografica che ti permetterà di capire quanto terreno serve per produrre industrialmente 1Kg di diverse tipologie di carne.

Gli insetti sono effettivamente i più parsimoniosi.

insetti nel petfood

Impressionante vero?

Se vuoi approfondire di consiglio di leggere quest'articolo del 2011 pubblicato sulla rivista "Animal Feed and Science Technology".

Ti faccio anche un altro esempio pratico per capire meglio.

A seconda del livello di industrializzazione dell'allevamento, i suini producono dalle 10 alle 100 volte più CO2 per kg di peso rispetto ai vermi della farina.

L'utilizzo dei veicoli di trasporto privati, invece, è responsabile di circa il 20% delle emissioni totali di gas serra (la mia macchina, o la tua, per intenderci).

Questi sono dati certi. Non ci sono pubblicazioni contrastanti a riguardo.

Seguendo il ragionamento, quindi, possiamo affermare con assoluta sicurezza quanto segue.

Sarò volutamente provocatorio: preparati!

Per arginare il riscaldamento globale, quindi, è più semplice diminuire il consumo di carne industriale, piuttosto che evitare di usare la macchina per spostarsi.

Incredibile, non trovi anche tu?

A lavoro, infatti, non puoi evitare di andare. 

Comprare meno carne al supermercato, invece, è molto più facile.

Il gioco si fa davvero inquietante.

"Le ragioni della scienza sono molto chiare, ma io non mangerei mai un insetto! Bleah, che schifo."

Non tutti reagiscono bene alla vista di uno spiedino di cavallette fritte, ma concedimi qualche altro minuto, al termine del post, sono convinto che guarderai gli insetti con un’ottica differente.

Pensa all’aragosta, che non è sempre stata apprezzata come cibo. 

Oggi è considerata una prelibatezza, eppure, secondo le ricerche presentate alla Society for Integrative and Comparative Biology, è cugina degli insetti e ci assomiglia molto.

Il fattore estetico è facilmente sormontabile, perché si possono ottenere farine dagli insetti, consentendo all’occhio di ottenere la sua parte!

"None, non mi convinci, io gli insetti non me li mangio, manco morto! E non li dò nemmeno al mio cane."

Insetti nel petfood: tu e il tuo pet mangiate già insetti senza saperlo.

Sì, è proprio vero!

Di fatto gli insetti finiscono già nei nostri piatti e nel petfood, basta pensare che una barretta di cioccolato, ad esempio, ne contiene in media otto parti.

Il 26,2% degli intervistati crede che vermi e coleotteri non possano finire in una marmellata e il 48% non lo sa.

È tutto normale e assolutamente non pericoloso.

Si calcola, infatti, che ogni anno mangiamo circa mezzo chilo di insetti adulti, uova e larve, mescolati in farine e loro derivati come spaghetti di riso, cacao, caffè, ma anche in marmellate, salsa di pomodoro e zuppe pronte.

All’esame, che rileva i contaminanti estranei agli alimenti, gli standard di prodotto non tollerano per legge insetti interi, ma i loro frammenti sì.

Una parte del mangime di cani e gatti viene sprecata per la presenza di strutture non commestibili, ad esempio del pollo si scartano la testa, le zampe e le ossa.

Degli insetti si mangia proprio tutto.

"Del maiale non si butta via niente, ma degli insetti ancor meno!" - Nonna, 1925

 Ok, mi hai convinto, meno sprechi, ma vogliamo parlare di qualità? Voglio il meglio per il mio pet!

Lascio rispondere Giulia: veterinaria ed esperta di petfood, ma prima voglio chiederti un piccolo favore.

Questa guida è più lunga di 4000 parole e la sua stesura ha richiesto parecchi giorni di lavoro. 

Se le informazioni che hai appreso finora ti sono state utili, dona un like per Kibble o condividi questo articolo con i tuoi amici cliccando su uno dei pulsanti qui sotto.

Per te sarà un operazione semplicissima, mentre per noi sarà fonte di grande soddisfazione.

Insetti nel petfood: una dieta a base d'insetti per il tuo pet.

È ben noto ormai come la dieta dei nostri pet sia sempre più “innovativa” e simile alla nostra. 

Per non parlare addirittura della possibilità di convertire gli animali alle nostre ideologie: non dirmi che non hai mai sentito parlare di cibo vegano per cani.

Forse, prima di leggere questo articolo, la proposta di nutrire con insetti un animale l’avevi sentita fare solamente da Timon e Pumba nel “Re Leone”.

Ti è mai capitato di trovare per sbaglio un insetto in una delle tue pietanze e sentirti dire: "Mangia, tutte proteine in più!"

Ebbene, non si trattava solo di una battuta, bensì della realtà.

Gli insetti sono fonti di proteine preziose, altamente digeribili e contengono livelli elevati di amminoacidi essenziali.

Che cosa sono gli amminoacidi essenziali?

Sono dei nutrienti che devono essere obbligatoriamente introdotti nella dieta in quanto l’organismo non è in grado di produrli autonomamente.

Ecco un elenco degli amminoacidi essenziali per i cani e per i gatti.

insetti nel petfood

Gli insetti nel petfood, quindi, hanno proprietà nutrienti superiori o comparabili a quelle fornite dalla carne e dal pesce. 

La mosca soldato, ad esempio, contiene fino al 25% di proteine per 100 grammi di prodotto (tal quale), mentre manzo e maiale solamente il 20% o 22%.

Gli insetti consentono anche di ottenere un petfood ipoallergenico perché costituito da una sola fonte di proteine animali.

Gli insetti nel petfood permettono di ottenere un cibo altamente digeribile e indicato anche in caso di allergie o intolleranze alimentari nel tuo pet. 

Come mai? 

Te lo dico subito!

Gli insetti sono ancora molto poco utilizzati come ingredienti per il petfood. 

Per questo il tuo pet non sarà mai entrato in contatto con grosse quantità di insetti e quindi non avrà potuto sviluppare reazioni avverse.

Il contrario sta avvenendo, invece, con il pollame e diverse tipi farine tradizionalmente utilizzate per i mangimi. 

Da qui il problema della diffusione delle allergie alimentari fra i nostri animali.

Se vuoi capire come scegliere il miglior petfood per il tuo cane, ti consiglio di leggere la grande guida alla scelta del mangime: come leggere l'etichetta di un petfood.

Gli insetti possiedono anche tanti micronutrienti come rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio, zinco, sono ricchi di fibre ed acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6).

In definitiva, utilizzando gli insetti nel petfood possiamo realmente ottenere un prodotto sano ed equilibrato, privo di additivi e conservanti di origine artificiale.

Spesso sono proprio questi composti chimici a causare problemi gastrointestinali nei nostri pet. 

Il tutto grazie alla naturale presenza negli insetti di minerali, acidi grassi e amminoacidi essenziali.

Secondo la Fao, sono circa 1900 le specie commestibili già in commercio e questo numero continua a crescere man mano che vengono compiute nuove ricerche.

Gli insetti più comunemente usati come cibo attualmente sono i coleotteri, le api, le vespe, le formiche (imenotteri) e i lepidotteri (bruchi). Questi sono seguiti dalle cavallette, locuste, grilli (ortotteri), cicale, cialine, cimici, termiti, libellule e mosche.

"In effetti non vedo punti deboli, ma per la sicurezza alimentare come la mettiamo?"

Hai ragione, naturalmente, a fronte di tutti questi benefici, risulta fondamentale capire se gli insetti possano essere considerati sicuri anche in termini igienico-sanitari.

A tal proposito l’EFSA (Autorità europea per la Sicurezza Alimentare) si è mobilitata con lo scopo di scoprire gli eventuali rischi derivanti dall'utilizzo di insetti per usi alimentari.

Insetti nel petfood

Attualmente, l’EFSA ha dichiarato che i potenziali pericoli microbiologici degli insetti nel petfood e per l'alimentazione umana sono uguali a quelli attribuiti alla carne e al pesce.

La presenza di possibili rischi dipende esclusivamente dai diversi metodi di produzione impiegati. 

In senso concreto, parliamo del nutrimento e dei metodi con i quali gli insetti vengono trasformati.

È evidente che se le normali normative igienico-sanitarie vengono rispettate, il problema non si pone.

Anzi, esistono dei benefici in più.

È stato rilevato, ad esempio, che la probabilità di comparsa di prioni (le proteine che possono causare malattie come la Encefalopatia spongiforme bovina (BSE) nel bestiame) è inferiore, negli insetti, rispetto a quella associata ad altre fonti di proteine animali.

Minor impatto ambientale, ottima sorgente di alimentazione e risparmio energetico. 

L’utilizzo di insetti nel petfood come fonte primaria di proteine rappresenta una ben comprovata lista di vantaggi.

D'altro canto, tutta questa carrellata di benefici si viene inevitabilmente a scontrare con il nostro scetticismo e la nostra perplessità.

L’idea di mangiare un pasto a base di queste meraviglie sostenibili non ci fa proprio venire l’acquolina in bocca, vero?

Ma siamo sicuri che i nostri amici a quattro zampe siano dello stesso parere?

Per la cronaca, alla fine anche a Simba sono piaciuti. 😉

Siamo giunti alla fine di questa enorme guida.

Lascio fare gli onori di casa a Mirko!

Insetti nel petfood: il modo migliore per prenderti cura del tuo pet e dell'ambiente.

Eccomi, sono tornato. 

Qui è Mirko che ti parla.

Le informazioni contenute in questa guida sono frutto di qualche anno di formazione universitaria. 

Miraccomando non sprecarle. 

Ora che conosci tutte queste cose, capirai perchè gli insetti vengono considerati a tutti gli effetti dei Super Food.

Inoltre, gli insetti hanno sempre fatto parte dell'alimentazione dei piccoli carnivori e onnivori in natura e quindi anche dei nostri PET (cani e gatti).

Tuttavia, non devi farti abbindolare dai media. Devi imparare a considerare gli insetti e, in generale, tutti i novel food esattamente come fai con i cibi della nostra tradizione.

Ogni alimento può avere aspetti negativi e positivi ed è effettivamente utile e dimostrato che consumare un po' di tutto ha aspetti positivi per la salute (anche dei nostri PET).

Il difficile è proprio unire i diversi alimenti per ottenere un'alimentazione bilacianta a seconda della fase della vita e delle specifiche esigenze fisiologiche o patologiche dei propri PET.

D'altronde, siamo quello che mangiamo e questo vale anche per i nostri pet.

Abbiamo scritto questa guida per farti sapere che noi siamo in grado di farlo per te.

Possiamo spiegarti come inserire in modo sensato e bilanciato i Super Food nell'alimentazione del tuo PET. 

Non solo insetti, ma anche kefir, alga spirulina, physalis ecc.

Su richiesta, formuliamo diete personalizzate (casalinga cruda, casalinga cotta o diete miste) per cani e gatti che presentino uno o più Super Food al proprio interno.

Se vuoi saperne di più sui piani alimentari che offriamo, sui costi e come richiedere il servizio clicca su questo link: Piani alimentari.

Se invece vuoi chiedere direttamente una dieta per il tuo PET ti basta compilare il questionario che trovi a questo link: Dieta personalizzata ed effettuare il pagamento

Se la guida ti è piaciuta, e sei riuscito ad arrivare fino in fondo, alza la mano.

Ti basterà lasciare un commento qui sotto al post.

Un abbraccio,

Mirko, Giulia e Roberto. 

Info Mirko Zago

Chimico e Biotecnologo. Ho fondato Kibble, un progetto per aiutare le persone e le aziende a scegliere la miglior nutrizione possibile per cani e gatti. Grazie agli anni di pratica, di formazione ho ideato il metodo KIBBLE DIET.

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